Moda (di tutto un pò) A/I 2014-15

Essere innovativi è una vera sfida, con se stessi e con gli altri, davanti ai buyer di ogni settore e ancora peggio, davanti ai clienti di ogni settore, pungenti e inferociti, mossi dallo stimolo impellente e spasmodico di scovare “novità” a destra e manca. Eppure le tendenze moda ci provano, e perseverano nell’intento di regalarci quel succulento motivo in più per cambiare look ogni 6 mesi. Un altro Autunno è arrivato e un’altra ardua impresa è compiuta: talmente ardua che a guardarla dall’esterno ha l’aria di essere una “miscellanea”, che tutto sommato continua a piacerci. Per l’A/I 2014-15 niente più diktat severi, niente più imperativi soffocanti che non danno respiro a scelte e gusto personale, ora è il momento di quel “di tutto un pò” che ci permette di essere trendy (quasi) sempre e comunque. Sdoganato il colore durante l’inverno, ecco un fragoroso Via Libera a stampe eclettiche e versatili, dal maculato all’acquerello, dal zig-zag al tartan, dai volatili ai numeri, dal navajo al macro-floreale. Non ci rimane quindi che cavalcare l’onda, sfoderare il portafoglio con moderazione e scegliere la nostra vocazione, tenendo a mente questo piccolo recap di linee guida:

Nuovo Tartan (Clover Canyon, Calla, Delpozo, Maison Rabih Kayrouz)

Art Attack (Chanel, Dries Van Noten, Peter Pilotto, Fausto Puglisi)

Pellicce stampate (Blugirl, J.Mendel, DKNY, VFiles)

Kimono (Creatures of the Wind, Balenciaga, Altuzarra, Blumarine)

Maxi Knitwear (Giles, Mark Fast, Missoni, Creatures of Comfort)

Techno-Military attitude (Balmain, Alexander Wang, Iceberg, Guy Laroche)

Cappe (Chloé, Barbara Bui, BCBG Max Azria, Hermes)

Animals (Giles, Antonio Marras, Dolce&Gabbana, Valentino)

Scritte Pop (Jeremy Scott, Neil Barrett, Red Valentino, Band of Outsiders)

Rosa e Azzurro (Ashish, Chanel, Holly Fulton, Albino)

Zig-Zag (Emanuel Ungaro, Mara Hoffman, Marco De Vincenzo, Emilio Pucci)

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Yes, we can!.. thanks to Dora Abodi

I clichè ci vogliono zuccherose e accomodanti, l’immaginario collettivo ci vede morbide, accoglienti e anche un pò geishe. Ma abbiamo tutto il diritto di essere anche “spigolose”. Esatto, con ironia e grinta: che nessuno ci tocchi le spalle strutturate, i tagli strong e le longuette geometriche! Di collezioni che possiedono queste caratteristiche ce ne sono infinite eppure spulciando le news della settimana mi ha colpita lei, Dora Abodi, forse proprio letteralmente, vista la durezza di capi e rispettivi tessuti.

Il lookbook F/W 2013-14 non mente: una donna forte e combattiva, che osa con qualche mix&match tra stampa barocca, motivi bizantini e figure astratte, si lascia sedurre da alcuni sfarzi e capricci ma vede con lucidità i suoi obiettivi, è determinata e self confident. Non dobbiamo aver paura dei volumi over, quelli che ci valorizzano, naturalmente! La femminilità è accentuata, si riscopre futuristica e non scontata.

Ricordiamoci che giacche, bluse o cappotti non sono solo un nugolo di forme, stoffe e imbastiture ma ben altro: rappresentano un mood, una filosofia di vita. Quando scegliamo un vestito facciamo molto di più, scegliamo un’identità, che sia per sempre o per un’occasione isolata, selezioniamo una sfaccettatura del nostro carattere da mostrare a chi guarda, e questi capi si fanno sentire gridando a squarciagola che possiamo esserlo: decise e combattive proprio come il design di ciò che indossiamo.


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big v.s low cost

..chi vince la battaglia?..ce lo dice l’iper quotata shopping therapy, quell’istinto all’ “acquisto curativo” quando ci sentiamo in “low profile” mood e avvilite dalla prosaica vita quotidiana, sempre troppo stressante o impertinente, dunque trovarne un palliativo risulta semplice da quando i centri cittadini pullulano di tentazioni low cost, le cosiddette catene di fast fashion che tutti noi conosciamo egregiamente e supportiamo ogni giorno. A farne il main topic della settimana è Chicisimo.it che presentando il “V Street Fashion Report” e avvalendosi del confronto tra dati del 2011 e quelli del 2012, raccoglie informazioni ricavate da una panel di oltre 10.000 appassionate di moda in Italia, Europa, USA, Centro e Sud America che in questi mesi hanno pubblicato sulla community di Chicisimo oltre 200.000 foto dei propri outfit, corredate da tutte le informazioni sui brand indossati. Di certo non cadremo dalle nuvole leggendo i risultati del report, che vedono come protagonista italiana la tripletta di marchi come Zara, H&M e Bershka come brand più indossati, e a seguire un focus su e-commerce come Asos le cui forti strategie ne guidano la crescita. Non sarà difficile capirne i moventi, d’altronde qualsiasi attimo del nostro freetime diventa un papabile momento per una breve sessione di shopping mordi e fuggi in cui inevitabilmente “quella graziosa blusa” che ci dona la piacevole illusione di spendere meno grazie ai suoi 29,90, rapisce la nostra attenzione e conquista un posto in wishlist e guardaroba. Facile, rapido, da consumarsi in solitudine o in compagnia, bottino di una fugace veduta d’insieme, vittima della classica “occhiata” che alla fin fine alleggerisce il portafoglio: il capo low cost, attira, trascina, fa persino tremare i denti dei big competitors blasonati, e non c’è più via di scampo…

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Anonymous

Back to black” cantava Amy Winehouse e total black decantano ora le passerelle del pret à porter, compresi coloro che del colore han fatto bandiera. Una rinnovata eleganza, una riscoperta virtù o semplicemente un’astuta mossa di marketing grazie all’evidente indossabilità del nero? Poco importa, ciò che davvero desta interesse è il colore non colore per antonomasia. Una vera costante dell’A/I 2013 alle porte sarà proprio riscoprirsi femminili e innovative attraverso outfit total black: paradossalmente un’ardua impresa, ormai abituate a tripudi di tinte effervescenti. Il fashion system ci lancia una sfida, che dovremo cogliere facendoci scudo con un uso dosato e calcolato degli strumenti di cui disponiamo. Solingo, severo e austero il nero arriva a “colorare” il nostro autunno, accompagnato talvolta da un prepotente bianco per un impeccabile black&white, talvolta da pois, pizzo ed abstract fancies per giocare con incastri divertenti. Un taglio netto. Tuttavia a salvarci arrivano stampe dagli echi etnici, aztechi e optical in cui si intrufolano insidiose nuance violacee, arancioni, verdi e blu. Senza demordere, come insegnano Balmain con i suoi maestosi printed blazer ever green e Dolce&Gabbana con inserti barocchi e sofisticati, personalizzando l’implacabile “anonimo” bistrattato da tempo, diamo dunque libero sfogo alla fantasia su tagli, forme e lunghezze..

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“basic” instinct

Modalità boho chic on. Estate fa rima con freschezza, total white, make up leggeri e voglia di colore. Tra tangerine tango, turchesi e palette del verde, la natura è il “real must”. Snobbando lo slancio futurista del tanto agognato sparkling invernale, si prospetta un cambio di direzione forse? Fatto sta che il flower power occupa il podio, assieme a foglie e canne di bambù, fantasie tropicali, frutta e quant’altro sia d’ispirazione natura. Una fittizia avanguardia che volta nostalgica lo sguardo all’hippie mood degli anni passati e dipinti arcimboldiani oppure il ritorno del vero, in chiave moderna, rivisitata, esasperata, in 3d come le maxi applicazioni floreali nella S/S collection firmata Dolce & Gabbana? Una passerella che diventa jungla, oasi e savana, senza pretese, solo ricucendo letteralmente sui capi un pezzo d’istinto primordiale, animalier, agreste e bucolico. Reinventato a tagli asimmetrici innovativi per A-Lab Milano, un arancione onirico dal motivo acquatico per Carlos Miele, patchwork e astratto per Isabel Marant, savage e total green per Jo No Fui: il nuovo concept estivo punta sull’eco facendo leva sul nostro bisogno di rispolverare tinte accese e vivide ricordandoci che fashion system è anche giocosità.

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nuove associazioni…

..un’allerta alle scettiche del lungo, a chi pensa che “quel vestito che tocca il pavimento” sia adatto esclusivamente a red carpet, gambe chilometriche, banchetti luculliani ed occasioni sontuose e appunto per tutte queste ragioni sia off limits..Suvvia, scavalchiamo certi clichè: freschezza è la parola d’ordine in un tripudio di lunghezze, colori vivaci e fantasie astratte optical. Per questa P/E la lunghezza non è più semplice sentore di eleganza bensì si riscopre portatrice di allure sportly. Non importa se abbinato ad un chiodo biker, un romantico bolerino color pastello o un cardigan casual, il maxi dress rimane sul podio dei must have, annoverato tra i trend delle collezioni primaverile. Escada lo vede citizen, da tutti i giorni, per più evenienze e funzionalità..Da amante dei capi oversize e vestiti che toccano le caviglie non posso che dedicare uno speciale capitolo al lungo sportivo. Negli ultimi anni abbiamo visto come il fashion system abbia vagliato il twist boho-chic e gipsy rendendolo attuale, reintepretandolo in chiave street e confortevole per accompagnarci durante tutte le stagioni, dunque quale miglior modo di abbracciare questa tendenza se non sperimentare il lungo anche in versione “relaxed”?

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Grunge..questo sconosciuto

Tutto nasce da un salto a NY, il guardarsi intorno, respirare quell’aria, osservare da vicino e appurare con occhi commossi e soddisfatti che l’anarchia nella moda esiste, ma soprattutto quella deliziosa imperfezione caratteristica di uno slancio stilistico ispirato alla musica degli anni ’80 così vintage ma così attuale..sto parlando degli echi punk rock, underground e street che si infiltrano nel nostro quotidiano rendendo l’aggettivo “trasandato” un suo punto di forza. Tuttavia c’è ancora chi, sentendomi parlare di questo “grunge” con aria trasognante e follemente di parte, mi chiede dubbioso: “e il mood GRANCH cosa sarebbe?” Tenendo gli occhi ben aperti possiamo già contare i germogli di questo stile tra capi d’uso comune che abbiamo imparato a conoscere in questi anni quali parka, ripped denim, pull oversize, skinny pants, Dr. Martens e accessori ricoperti di skulls, croci, borchie. Trend alert che non esige distinzioni di sesso, genere e taglie, il grunge ci conduce verso una dimensione rilassata, piacevolmente romantica di sentirci un pò inguaribili rockstar dando un sonoro schiaffo all’impeccabile chic.

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occhio al colletto!

A fashion week conclusa, posso affermarlo: l’allure TomBoy non tradirà le aspettative anzi! Sulle passerelle che hanno presentato le collezioni per il prossimo A/I 2013, vestiti lady like abbracciano tocchi androgini e dettagli rigorosi. Sarà dunque ancora una volta il colletto alla Rottermaier a spopolare fatalmente, facendo strage di fashion addicted e sostituendo i collier. La cultura fetish sta invadendo a passi felpati il nostro bisogno di shopping e in compenso possiamo adattare questo trend a seconda del nostro stile personale. Un decalogo? tondeggiante = bon ton;  borchiato e appuntito = rock.

…ma ancora meglio se è DIY, ovvero Do It Yourself. Quindi let’s start: prendete una vecchia camicia, scucite attentamente solo il colletto e ripescate dal vostro database infantile le modalità di uso e consumo di perline e brillantini da disporre a cascata più o meno ordinata..un piccolo esempio?Il gioco è fatto!


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Pelle…pret à porter!

…ci copre, ci riveste, ci protegge. I vestiti sono tessuto da indossare ma la nostra pelle ora più che mai è un trend, un new black, come si dice in gergo. La alloggiamo prendendocene più o meno cura, a volte non la rispettiamo e vorremmo risvegliarci in altri panni, tuttavia ciò che il fashion system ci insegna di recente è proprio questo: imparare a scoprirci, con moderazione ma senza supporti fittizzi e posticci, senza tante strategie o trucchi, svelando piccole parti del nostro corpo, sapientemente ed in maniera sincera senza alcuna pretesa di perfezione. Lo specchio ci è avverso 9 volte su 10 eppure le direttive fashion ci suggeriscono che il lembo di pelle che ospita l’ombelico è ora più che mai tornato in voga come punto nevralgico di allure e bon ton. Ebbene se i generi sessuali si mescolano e vagliano su stoffa proposte androgine, un dettame corona questi sintomi: let’s play with bodies! Divertiamoci ad amare i nostri difetti. Spacchi asimmetrici, tagli irregolari e vedo non vedo maliziosi ben dosati non c’aiutano solamente a sentirci “alla moda” ma ci conducono verso una concezione libera e sdoganata del nostro corpo, verso la consapevolezza che anche la pelle che abitiamo può diventare tutt’uno con l’universale diktat modaiolo. La lingerie diviene mero strumento di seduzione e famigerati push up scendono in secondo piano per lasciare spazio alla naturale silhouette del corpo umano che seppur imperfetta rappresenta il principale strumento di comunicazione di cui disponiamo. Sulla passerella firmata Betsey Johnson sfilano completi ironici e sbarazzini che allungano le distanze tra basso ventre e scollatura, Tim Hamilton con tono più discreto ci propone mini pull e maxi skirt e Pierre Ancy rende chic il ventre svelandolo o velandolo di piccole ed educate trasparenze. Tra nude colors e texture leggere, interpretare questa tendenza ahimè è difficile ma l’insegnamento da trarne è di lunga superiore a qualsiasi tentativo: pelle docet!

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Moda anti-crisi..(economica!)

“Quello che è mio è mio e quello che tuo è mio”..non è la frase egoistica per antonomasia, ma la spietata verità attuale. Fin quando la moda femminile era sinonimo di maglie scollate/attillate e quant’altro creasse l’illusione di un corpo perfetto e impacchettato, lungi dal pensiero di tutte sarebbe stato rubare dal guardaroba del partner; tuttavia di questi tempi, quale miglior modo di risparmiare se non quello di prendere in effettiva considerazione i capi che si celano nel campionario maschile?..il fashion system ci dà il nulla osta: sguinzagliamo dunque la comodità e la fierezza nell’indossare un maxi pull oversize che solitamente accantoniamo tra i panni casalinghi, usati per stare caldi e protetti tra le mura del salotto. Blazer, giacche e coat maschili non sono mai stati tanto alla portata del mirino femminile: se il nostro corpo ricalca lo stile Twiggy possiamo osare con un total look decisamente androgino tra pantaloni gessati e maxi cappotti oppure optando per camicie abbottonate rigorosamente sino al colletto e denim più skinny, a sigaretta. Una costante è certa, in tempo di crisi non c’è miglior soluzione di un sanissimo “shopping at home” perciò cominciate a spulciare e ripescare nei meandri sperduti e sconosciuti alla ricerca di qualcosa di assolutamente boyish e vintage, vediamo quindi qualche capo must di questo inverno, rintracciabile facilmente senza muovere un passo fuori di casa:

1) maxi pull

2) maxi cappotto

3) blazer

4) camicia  e colletto

 

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